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Genespire e Istituto San Raffaele Telethon dimostrano efficacia duratura della terapia genica per l'acidemia metilmalonica

La spin-off di Fondazione Telethon e Ospedale San Raffaele presenta risultati positivi in modelli preclinici di questa rara malattia metabolica, che rafforzano il percorso verso la prima applicazione nell’uomo.

Gli autori principali dello studio: da sinistra, Elisabetta Manta, Mauro Biffi, Francesca Sanvito, Elena Barbon, Alessio Cantore e Cesare Canepari

Uno studio pubblicato sul Journal of Hepatology mostra che la terapia genica GENE202 sviluppata da Genespire, biotech nata per valorizzare le scoperte dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-TIGET) e fondata da Fondazione Telethon e Ospedale San Raffaele, è in grado di correggere in modo duraturo i principali difetti metabolici associati all’acidemia metilmalonica (MMA), una rara e grave malattia genetica del metabolismo.

Che cos'è l'acidemia metilmalonica

La MMA è una rara malattia metabolica di origine genetica causata da un difetto nel gene che codifica per l’enzima mitocondriale metilmalonil-CoA mutasi (MUT). Le persone con questa patologia non sono in grado di degradare e utilizzare correttamente alcune proteine e grassi assunti con l’alimentazione: di conseguenza, l’acido metilmalonico si accumula nell’organismo, causando danni al cervello, al fegato, ai reni e ad altri organi. Attualmente non esistono farmaci approvati che agiscano direttamente sulla causa della malattia e i pazienti presentano un’elevata morbilità e una significativa riduzione dell’aspettativa di vita.

Il nuovo studio di Genespire e SR-Tiget

I risultati pubblicati dimostrano che una singola somministrazione sistemica di un vettore lentivirale contenente il gene MMUT determina un miglioramento stabile delle manifestazioni della malattia nel modello murino. Gli effetti terapeutici si sono mantenuti per l'intera vita degli animali, suggerendo la capacità della terapia di accompagnare la crescita e la maturazione del fegato dopo il trattamento.

Lo studio mostra inoltre che una versione ottimizzata del gene terapeutico migliora ulteriormente l'efficacia del trattamento, consentendo una correzione genetica in oltre l’80% del fegato e una significativa riduzione dei biomarcatori associati alla malattia.

Un ulteriore elemento di interesse emerso è la capacità delle cellule corrette geneticamente di espandersi progressivamente nel fegato e sostituire nel tempo quelle malate, suggerendo un possibile aumento dell'efficacia terapeutica anche partendo da dosi iniziali più basse.

Le dichiarazioni

«Questi risultati indicano chiaramente che siamo sulla strada giusta per ottenere una correzione duratura delle malattie metaboliche che colpiscono il fegato e altri organi», afferma Lucia Faccio, CEO di Genespire. «Riteniamo che questo approccio possa tradursi in un trattamento somministrato una sola volta per i pazienti con MMA e continuiamo a lavorare per portare GENE202 alla sperimentazione clinica».

«Questo studio, insieme a quanto già dimostrato in precedenza dal nostro gruppo di ricerca, fornisce un pacchetto consistente di dati preclinici a supporto dell’avvio della sperimentazione clinica in bambini con acidemia metilmalonica» commenta Alessio Cantore, group leader di SR-Tiget e professore associato dell'Università Vita-Salute San Raffaele. Oltre ad aver coordinato la ricerca, Cantore è tra i fondatori di Genespire insieme al direttore dell’Istituto Luigi Naldini, Fondazione Telethon e OSR.

Che cos'è Genespire

Nata nel 2020, questa società biotech sviluppa terapie geniche "pronte all’uso" basate su vettori lentivirali “immune-shielded”, cioè ingegnerizzati in modo da non essere captati o attaccati dal sistema immunitario.

Genespire rappresenta uno spin-off di SR-Tiget e nasce con l'obiettivo di trasformare l'eccellenza della ricerca italiana in nuove soluzioni terapeutiche per pazienti pediatrici con malattie genetiche rare. Le sue piattaforme tecnologiche sono infatti progettate per consentire, attraverso una singola somministrazione endovenosa, una produzione stabile e di lunga durata della terapia direttamente nel fegato del paziente.

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