Cambia lingua

Il Programma Malattie senza diagnosi è nato nel 2016 ed è unico in Italia: Fondazione Telethon e l'Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli (NA) collaborano con l’obiettivo di identificare il difetto genetico responsabile di malattie genetiche rare di cui non si conosce la diagnosi.

Perché è importante dare un nome alla malattia

  • Permette alle famiglie di uscire dal buio dell’isolamento e dell’incertezza
  • Offre la possibilità di accedere a informazioni già disponibili, tramite la letteratura scientifica internazionale o tramite l’esperienza di altre famiglie
  • Migliora la gestione nella quotidianità e nelle situazioni di emergenza
  • Favorisce una consulenza genetica mirata riguardo alla possibilità di ripetizione della patologia in loro eventuali nuovi figli o in fratelli/sorelle

Chi può partecipare: i criteri di accesso

Ecco i requisiti principali:

Età<18 anni
Tipo di malattiamalattie genetiche gravi e sconosciute, tra cui: malformazioni multiple a carico di diversi organi e apparati, sospetti difetti congeniti del metabolismo, malattie neurologiche o neuromuscolari, disabilità intellettive sindromiche
Genitori biologiciEntrambi viventi e disponibili ad approfondimenti clinici/genetici
Analisi già effettuatePossesso di risultati negativi di cariotipo molecolare (array CGH) e di esoma (WES) in trio

Come funziona?

Accesso al programma

La famiglia interessata scrive a malattiesenzadiagnosi@fondazionetelethon.it indicando la provincia di residenza: Fondazione Telethon la mette in contatto con il centro clinico affiliato più vicino.

Valutazione iniziale

La famiglia si reca presso il centro clinico indicato per una prima valutazione. Questo centro clinico diventa il punto di riferimento per la famiglia.

Decisione di inclusione

Si verifica se il caso soddisfa i requisiti, tra i quali la gravità della malattia, la sua complessità, l’età d’insorgenza, la storia familiare. Il medico del centro clinico di riferimento comunica l’eventuale decisione di inclusione alla famiglia.

Analisi genetica e molecolare

Presso i laboratori del Tigem e l'Azienda Ospedaliera Universitaria - Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli vengono effettuate le analisi sui campioni di sangue con le tecnologie più avanzate: sequenziamento dell’intero genoma (WGS), trascrittoma (RNA-seq), approfondimenti mediante analisi bioinformatiche.

Tempistiche e comunicazione

- Primo referto: circa 10 mesi dalla ricezione del campione nei laboratori (positivo con diagnosi conclusiva, oppure negativo se non si trova la causa). Il referto è comunicato alla famiglia dal medico del centro clinico di riferimento.

- Per i casi non risolti, verrà effettuata una rianalisi periodica alla luce delle nuove conoscenze scientifiche o tecniche più potenti.

Un riassunto della procedura

FaseDove si svolgeCosa succedeTempistiche
1. Valutazione e accessoCentro Clinico di RiferimentoIl caso clinico viene valutato da esperti. Se accettato, si procede al prelievo del campione di sangue.Variabile in base al centro clinico.
2. Analisi AvanzataLaboratori del Tigem e dell'Azienda Ospedaliera Universitaria - Università VanvitelliViene eseguita l'analisi genetica (sequenziamento di nuova generazione di DNA e RNA) sui campioni di sangue inviati.Circa 10 mesi dalla ricezione del campione di sangue.
3. Risposta e RefertoCentro Clinico di RiferimentoIl medico comunica il risultato alla famiglia, che può essere: diagnosi conclusiva (risposta positiva) o caso non risolto (risposta negativa).Dopo i circa 10 mesi di attesa della fase 2.

Importante

I dati genetici relativi ai casi clinici non risolti vengono conservati in un database per future rianalisi, in base all'avanzamento delle conoscenze scientifiche, garantendo la possibilità di una diagnosi successiva.

Dove opera: i Centri clinici partecipanti

Il programma è coordinato dal TIGEM (Istituto Telethon di Genetica e Medicina) a Pozzuoli, e collabora con una rete di 22 ospedali pediatrici in tutta Italia.

  • IRCCS Fondazione Stella Maris (Pisa)
  • Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari (Sassari)
  • Università di Torino
  • Policlinico Bari
  • Istituto Neurologico Carlo Besta (Milano)
  • Policlinico Vittorio Emanuele (Catania)
  • Istituto Giannina Gaslini (Genova)
  • Ospedale Pediatrico Anna Meyer (Firenze)
  • Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico (Milano)
  • Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori (Monza)
  • Ospedale Sant'Anna (Como)
  • Università Federico II (Napoli)
  • Associazione Oasi Maria Ss. Onlus (Troina)
  • La Sapienza Università di Roma
  • Santobono Pausilipon (Napoli)
  • Università Vanvitelli (Caserta)
  • Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma)
  • Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia
  • Ospedale Salesi - Ospedali Riuniti Ancona
  • Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
  • Ospedale Cardarelli (Napoli)
  • IRCCS Eugenio Medea (Brindisi)

I numeri del programma

Nel 2024

93 casi analizzati
27 diagnosi ricevute
6 pubblicazioni scientifiche prodotte

Dall'inizio del programma

1019 casi analizzati
497 diagnosi positive
74 pubblicazioni

Domande frequenti

  • Cosa si intende per “malattia senza diagnosi”?

    Avere una “malattia senza diagnosi” significa avere una malattia genetica senza un nome e senza una causa biologica nota. Per questo non si sa come evolverà e se esistono possibilità terapeutiche. Non si può nemmeno prevedere se ci saranno altri casi in famiglia.
  • Qual è l’obiettivo del Programma Malattie senza diagnosi della Fondazione Telethon?

    Il programma Malattie senza diagnosi di Fondazione Telethon ha l’obiettivo di identificare il difetto genetico responsabile della malattia, cioè identificare il gene mutato. Con il nome di un gene si apriranno tante strade in più.
  • Perché avere una diagnosi clinica e conoscere il gene mutato è importante?

    Ottenere una diagnosi è fondamentale per chi è affetto da una malattia genetica: porre una diagnosi significa sollevare una famiglia dal buio dell’isolamento dando un nome alla propria malattia, offrire la possibilità di accedere a informazioni disponibili, tramite la letteratura scientifica internazionale o tramite l’esperienza di altre famiglie, di migliorare la presa in carico e la gestione sia della quotidianità che delle situazioni di emergenza. Diagnosticare una malattia a livello molecolare permette anche di trarre informazioni di valore biologico e genetico, offrendo alle famiglie coinvolte la possibilità di ricercare una consulenza genetica mirata, sia riguardo alla possibilità di ripetizione della patologia in loro eventuali nuovi figli, sia in quelli di fratelli/sorelle o altri parenti del bambino affetto.
  • Quali sono i criteri di accesso al programma Malattie senza diagnosi della Fondazione Telethon?

    Il programma è diretto a bambini e ragazzi (con età inferiore a 18 anni) affetti da malattie genetiche gravi e sconosciute, tra cui: malformazioni multiple a carico di diversi organi e apparati, sospetti difetti congeniti del metabolismo, malattie neurologiche o neuromuscolari, disabilità intellettive sindromiche, difetti sindromici della vista o dell’udito isolati, cioè non associati ad altre problematiche. In casi specifici saranno accettati pazienti di età superiore ai 18 anni, ma che abbiano iniziato a manifestare precocemente la malattia (in età pediatrica). La presenza di genitori naturali sani e viventi è il secondo prerequisito per l’accesso al programma. In ragione di una maggiore diffusione delle tecniche di sequenziamento del DNA nella pratica clinica del SSN, il terzo requisito per l’accesso al programma è il possesso di risultati negativi di cariotipo molecolare (array CGH) e di esoma WES in trio.
  • A chi non è diretto questo programma?

    Il programma non è diretto a chi non ha una malattia genetica; chi non ha iniziato a manifestare la malattia in età pediatrica; chi ha una malattia non classificata come rara (cioè quando colpisce più di 1 individuo ogni 2.000, secondo la definizione adottata dall’unione europea) come la schizofrenia, l’autismo, un ritardo nella crescita, la sclerosi multipla, malattie neoplastiche, il diabete, l’epilessia, ecc; chi ha anomalie cromosomiche; chi ha una malattia dell’età avanzata o ha un’unica disabilità intellettiva; chi ha una malattia genetica ben nota, ma non ha completato la diagnosi di laboratorio.
  • Come si accede al programma?

    Per accedere al programma è necessario rivolgersi al seguente indirizzo mail malattiesenzadiagnosi@telethon.it, per effettuare una prima visita con il referente clinico del programma presso il centro clinico di riferimento individuato.
  • Che cosa succede una volta fatta la richiesta di accesso al programma?

    Dopo una prima visita con il referente clinico del programma presso il centro clinico di riferimento individuato, il caso sarà valutato dai clinici esperti durante riunioni dedicate. Sarà cura del referente clinico che ha effettuato la prima visita dare comunicazione dell’esito della richiesta. In caso di accettazione della richiesta di accesso al programma, il caso del paziente viene discusso in consesso dagli esperti clinici della Rete di centri clinici TUDP. In caso di necessità di ulteriori approfondimenti, al paziente viene chiesto di sottoporsi al prelievo di un campione di sangue per proseguire il percorso diagnostico, previo consenso informato.
  • Quali risposte si possono ricevere?

    Dopo la valutazione della documentazione inviata, il paziente e la sua famiglia riceveranno una risposta da parte del referente clinico che ha effettuato la prima visita. La valutazione della documentazione fornita potrebbe già portare a una diagnosi senza l’invio di un campione di sangue, grazie alla discussione clinica del caso effettuata in consesso dagli esperti afferenti alla Rete di centri clinici TUDP. Qualora invece si sospetti di una patologia nota, potrà essere suggerito un altro centro medico di riferimento del Sistema Sanitario Nazionale. Alternativamente, il centro clinico di riferimento potrebbe richiedere ulteriori esami. Dopo queste valutazioni, il paziente potrà accedere alla fase finale del programma, che prevede l’analisi del DNA o RNA per l’identificazione dei difetti genetici responsabili della malattia, dopo l’invio di un campione di sangue, previo consenso informato. Il referto di queste ultime analisi sarà comunicato dal medico del centro clinico di riferimento e potrà fornire una risposta positiva (diagnosi) o negativa (caso non risolto).
  • Cosa significa avere accesso al programma?

    L’accesso al programma viene comunicato dal medico del centro clinico di riferimento e significa innanzitutto che il proprio caso clinico viene presentato e discusso in consesso dagli esperti afferenti alla Rete di centri clinici TUDP. Se necessario il caso è approfondito con ulteriori indagini cliniche e/o analisi genetiche del DNA o RNA. L’accesso al programma garantisce inoltre che le informazioni relative a un caso non risolto, anche a seguito delle indagini genetiche d’avanguardia eseguite presso i laboratori del Tigem o dell’Azienda Ospedaliera Universitaria - Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, siano conservate nei database dedicati al progetto per eventuali rianalisi successive, a seguito di avanzamenti delle conoscenze scientifiche o allo sviluppo di nuove metodologie.
  • Quali sono le tempistiche per avere un referto?

    I tempi di attesa per ottenere i referti degli eventuali approfondimenti eseguiti presso il centro clinico di riferimento sono comunicati dal medico che ha preso in carico il paziente presso il centro stesso.
    Nel caso di sia una richiesta di prelievo e invio di un campione di sangue ai laboratori responsabili delle analisi genetiche all’Istituto Tigem o all’Azienda Ospedaliera Universitaria - Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, il tempo di attesa per l’emissione di un primo referto – che può essere conclusivo (diagnosi) o non risolutivo (referto negativo) – è di circa 10 mesi dalla ricezione del campione di sangue (il campione potrebbe essere inviato fresco o congelato dopo massimo 2 mesi). Il referto, in entrambi i casi, è inviato al centro clinico di riferimento e pertanto è comunicato alla famiglia dal medico afferente.
    Per la rianalisi di casi non risolti dopo un primo referto, i tempi di attesa per un nuovo referto dipendono dall’avanzamento delle conoscenze scientifiche nel campo, per cui la tempistica di un eventuale secondo referto non può essere prevista.
  • Se ho avuto accesso al programma e ho bisogno di informazioni o voglio richiedere aggiornamenti, a chi devo rivolgermi?

    Dal momento della prima valutazione clinica fino all’emissione del primo referto, il punto di contatto per le famiglie che desiderano informazioni o aggiornamenti è il medico del centro clinico di riferimento.
    In seguito a un primo referto non risolutivo (diagnosi non raggiunta), informazioni e aggiornamenti possono essere chiesti inviando una mail a: malattiesenzadiagnosi@telethon.it facendo riferimento al codice paziente reperibile sul primo referto, evitando di inoltrare dati clinici personali.

Il tuo browser non è più supportato da Microsoft, esegui l'upgrade a Microsoft Edge per visualizzare il sito.